LO STUDIO si occupa da anni della progettazione, delle pratiche quali Cila, Scia e la loro redazione.

L’ARCHITETTO farà un sopralluogo e sentite Le Vostre richieste, esigenze vi fornirà le possibilità di procedere con le pratiche necessarie.
LO STUDIO REDIGE Le pratiche comunali , quali Cila, Scia o Permessi di Costruire a Milano e In LOMBARDIA e in casi particolari anche nel resto d’Italia.

CILA – Comunicazione Inizio Lavori Asseverata

La CILA, comunicazione di inizio lavori asseverata, è disciplinata dall’art. 6 bis del D.P.R. 380/2001-Testo Unico Edilizia introdotto dall’art. 3 d.lgs n° 222 del 2016.

Per le OPERE INTERNE (MURI di tamponamento …) 

La comunicazione di inizio lavori asseverata rappresenta il regime amministrativo utilizzabile ogni qualvolta deve essere realizzato un intervento edilizio di :
•    manutenzione straordinaria “leggera”,  ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio (rif. attività n.3 Tabella A,  Sez II, D.lgs 222/2016);
•    di restauro e risanamento “leggero”, qualora non riguardino parti strutturali dell’edificio (rif. attività n.5 Tabella A,  Sez II, D.lgs 222/2016);
•    eliminazione delle barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio (rif. attività n.22 Tabella A,  Sez II, D.lgs 222/2016);

 

Attenzione: Ogni Regione, ma soprattutto ogni Comune può a seconda del Regolamento Edilizio avere una particolare procedura di presentazione della stessa Pratica Comunale.

A Milano: per la presentazione delle CILA relative alle sole opere interne riguardanti la singola unità immobiliare, resta sempre ferma la diversa competenza tra l’Area S.U.E. e i Servizi di Municipio (ex Consigli di Zona). Per le modalità relative alla presentazione delle CILA di competenza dei Servizi di Municipio si rimanda alle informazioni  contenute nella sezione dei  diversi Municipi in base alla localizzazione dell’intervento.
 

Nel caso i lavori fossero già terminati, fatta salva l’avvenuta acquisizione degli eventuali atti di assenso, l’interessato si avvarrà della cosiddetta CILA a sanatoria e alla presentazione della CILA dovrà allegare la ricevuta di pagamento della sanzione prevista per l’importo pari a … euro … verificare il Comune di appartenenza  

SCIA 

La SCIA è una segnalazione con cui si autocertifica il possesso di tutti i requisiti  richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, con la sola esclusione dei casi i cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria.

La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali, nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati; a tali attestazioni e asseverazioni sono allegati gli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione.

  • nterventi di manutenzione straordinaria “pesante”, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio (rif art. 3,comma 1, lettera b D.P.R. 380/2001);
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo “pesante” qualora riguardino le parti strutturali (rif.art.3, comma 1, lettera c D.P.R. 380/2001);
  • interventi di ristrutturazione edilizia cosiddetta “semplice” o “leggera” compresi quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria preesistente, nonché gli interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. 
  • per gli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del D.lgs 22 gennaio 2004 n. 42, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente. Tali interventi sono diversi da quelli indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c) D.P.R. 380/2001 (rif.art.3, comma 1, lettera d D.P.R. 380/2001);
  • varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del D.lgs 42/2004 e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire (rif art. 22, comma 2 D.P.R. 380/2001);
  • varianti in corso d’opera che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore (rif.art. 22, comma 2-bis D.P.R. 380/2001).

Si precisa che gli stessi possono essere realizzati anche chiedendo il rilascio del permesso di costruire.